La palettina che gratta lo zucchero dal fondo del bicchiere del caffè, Ligabue e i Pooh. Troppi messaggi in un giorno, poche telefonate perchè non so che dire. La bici veloce e la guida insicura. Occhiali per andare in giro e occhiali per leggere in una giostra senza fine. Una mucca sul letto, il sogno di un bacio sotto il cuscino. Troppi soldi spesi in smalti e quaderni, stilo e libri. Il sogno di una Mont Blanc e di una borsa. Tanta sciolina e una caduta di troppo. La fuga dal sole e la lampada abbronzante. Il desiderio di solitudine. Non sono scontrosa. Dodici ore di sonno nel nido, e un fratellino a svegliarmi. Un uomo sbagliato e idealizzato. Un altro che sembra idealizzato invece è proprio così, ma forse è sbagliato. La golosità e l'incubo della ciccia, mezzo chilo in più e non vedi quanto cazzo sono grassa. E la consapevolezza che grassa non lo sono nemmeno un po'.
lunedì 13 ottobre 2008
sabato 21 giugno 2008
Fermarsi un attimo
Ciao tu. Oggi eri triste, eri nervosa, e forse io avrei potuto fare di più, non so. Siamo diverse per tante cose, e simili in modo sconvolgente per altre. Mi sproni adesso, e mi fa sorridere, di tenerezza, di Determinazione. Mi porti a riflettere con garbo, mi sopporti, mi conforti. E io sembro sempre persa nelle cose mie, in questo mio strano mondo di telenovela letteraria, ma tu lo sai, vero, che anche se non lo dico so quali sono le cose importanti davvero, e ci penso sempre? E allora stasera ho deciso di fermarmi un attimo a dirtelo. Il post di sotto è anche per te, questo è tutto per te. Ti voglio bene
Stasera
E questa sera sono a casa, dopo aver studiato tutto il giorno, e sono seduta quasi al buio della mia stanza, unghie fucsia, Jovanotti in continuazione in sottofondo. E mi viene da pensare, e penso tante cose, senza poterle coordinare. Penso al sorriso di un uomo, un sorriso bellissimo, e mi sento stringere dalla tenerezza, le lacrime agli occhi. E penso all'amore, due figure centrali, per una un ricordo sbiadito, per l'altra dolcezza, attesa, orgoglio, rifugiarsi nella memoria.
E penso alle montagne, a merende nei prati,a serate attorno al tavolo, per strada, con la mente leggera, a corse in macchina nel buio, a canzoni brutte a volume troppo alto. A risate, battute senza senso, a me sdraiata accanto a te, alla mia mano nella tua. A telefonate idiote, a discese sugli sci, a pranzi veloci,a equivoci, a litigi furiosi, a pianti.
A cene a casa, a colazioni la domenica mattina, in quattro. A un abbraccio, a contrasti quasi divertenti, a Uffa..
A lacrime di rabbia, a urla di dolore, a spaventi. A nostalgia, a illusioni, a speranze, all'attesa mai spenta. Ad abbracci meravigliosi, a baci di nascosto, a ricerche disperate, ad abbandoni.
A una compagna di banco all'inizio, compagna di lacrime e risate, spalla sempre. La tristezza dell'incomprensione, la gioia della risouzione, spontanea.
A una galleria di visi, impazienza, sorrisi, battute e affetto silenzioso.
A una guida, un'amica, dolce e comprensiva. E fortissima.
Alla tenerezza, a un bambino per mano, tra le braccia, nel letto. Un bacio appiccicoso sulla guancia. E in questo momento, mentre suona la canzone del sole, sono tutti pensieri positivi, velati di tenerezza.
Questo è per Mamma, per Ste, per Fabri. Per Giulio, per A, per F e per M. Per Silvia e Cheche. E per me
venerdì 20 giugno 2008
In ordine sparso
Ho controllato, su una traduzione umana, ho fatto sui 5 errori. Non sono poi tanti, a una penna indulgente, e uno è nella frase priva del fondamentale pronome.
Il tema però era bello.
Lunedì tocca alla terza prova, sicure ci sono scienze, storia dell'arte e latino, poi una a scelta tra mate e fisica, e tra storia e filo. E lì conto di portare a casa un bel po' di punti. e poi ho 10 gioni per preparami al colloquio, e lì darò il meglio di me.
Grazie alla mamma, che mi sopporta e mi coccola. Grazie a Zia Becky, che mi consola e mi sprona. Grazie a mio fratello, che c'è. Grazie a Giulio, che c'è pure lui. Grazie ad Alain, così. E grazie a tutti voi, che mi siete vicini in modo produttivo.
martedì 17 giugno 2008
Sera prima degli esami
A questo punto è sera, i libri sono chiusi e lo zaino pronto, i vestiti sul divano. E io stupidamente piango, perchè con domani si comincia, e poi sarà finito tutto. E allora non importa come andrà, che temi daranno, che versione, se mi chiederanno la circuitazione. Saremo ancora tutti insieme, e poi saremo fuori. Ed è triste, e commovente. Buona Notte prima degli esami a tutti. Un bacio
...17 giugno...
...notte prima degli esami
notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via....
lunedì 16 giugno 2008
Venerdì 31 agosto 2007
Accadde nel tempo in cui giugno era estate, e la pioggia ad agosto batteva infuriata sulla losa mentra seduta per terra aspettavo. Accadde già nei tempi in cui le bestie eran buone e gli uomini empi.
E le stelle scivolavano scollandosi piano, e il desiderio dimenticavo, presa com'ero dal tenerti per mano.
E dove correvo bambina, tra i cadaveri dell'ovovia e le rocce, in uno spiazzo nel prato, respiravo su di te un odore lontano. E trasperente, seduta sul cofano, attraverso il vetro appannato di magia, incredula mi osservai sicura tra le braccia di uno sconosciuto, covando pensosa la speranza che non fosse poi così sincero.
E ancora da fuori mi osservai, mentre ponendoti la testa sul cuore, ascoltavo le tue mute e stanche parole.
E confusa mi guardai nello specchio, riponendo, infantile!,asciutto lo spazzolino. E incredula rimasi, fino al mattino, sola nel mio lettino, tastando ogni tanto, così per essere sicura, i segni della barba sulle labbra.
E all'alba dormii,mentre il sole sorgeva, e mi svegliai a primavera, tra le braccia dell'Amore, e capii senza potermi rassegnare, di avere solo sognato
venerdì 13 giugno 2008
Mi hanno detto
Mi hanno detto " mi fa bene leggerti, non so perchè". Anche se parlo di amore perduto, di morte, di noia, di follia, di speranza mai delusa?
A me fa bene scrivere
giovedì 12 giugno 2008
Incubo
Ansia di ripasso, ieri Dante, Marx, oggi Hegel, Nietzsche, e Manzoni, con l'incubo onnipresente di storia. Il resto, più o meno, lo so bene. Lotta con le zanzare, gli ultrasuoni e la citronella non servono a nulla. Purtroppo neanche i colpi con la bambola. Così mi ritrovo stesa sul divano, con un occhio gonfissimo, a dettare la tesina alla mia mamma. Oppure ad assopirmi, ascoltando il rassicurante rumore della lavastoviglie, che nel dormiveglia diventa fragore di piatti e bicchieri infranti. A farmi compagnia, Il Centro del Mondo (Ligabue!), e, un po' mi vergogno, Un Attimo di Pace (Eros)....Vorrei davvero un attimo così...E poi, bellissimo, una spettacolare lingua letteraria, tendente alla poesia, "Venticinque maniere per morire", Daniele Gorret
lunedì 17 dicembre 2007
Realtà
Forse non ero consapevole dell'assolutà irrealizzabilità di quel mio sogno? Non ero conscia dell'inutilità di ogni tentativo? Ma una cosa è presentire gli avvenimenti, e continuare a cullarsi nella speranza, a mò di struzzi...un'altra è scontrarsi con la realtà, brutta, fredda, insensibile. in una parola, reale. La realtà non ascolta nessuno, non aspetta, corre. E io sono una che non si ferma, rifiuta di capire, di accettare anche davanti alla fredda verità del reale. Purtroppo, o per fortuna?
lunedì 12 novembre 2007
Silenzio
Poche luci accese, il paese sembra...fermo. La notte è così buia che non si vede dove finiscono le montagne e dove comincia il cielo. In giro non c'è nessuno; ogni tanto un'auto che passa, con la luce dei suoi fari e il suo rumore, mi riporta dolcemente alla realtà, almeno per un attimo. Cammino piano, con le mani in tasca, il giubbotto tirato su fin sotto il naso, e respiro. Aria fresca, aria pulita, aria di montagna. Aria che mi arriva distintamente nei polmoni, e così un po' di qust'atmosfera diventa parte di me. Cammino ancora, in discesa. Le luci del benzinaio risaltano violente, troppo violente nel buio di questa notte. Qualche metro più in basso rispetto a me riposa immoto il cimitero, ed emana una strana pace. Da lontano, odo il rumore delle acque del Marmore che corrono veloci. un torrente sa sempre dove andare. Cammino ancora, sempre verso valle, e vedo brillare l'insegna di un bar. Qualche uomo solo che beve. Due vecchietti giocano a carte immersi nel fumo dei loro sigari. Due ragazzi si tengono per mano bevendo un semialcolico. Tanto, sono già ubriachi di effimera felicità. Alzo lo sguardo. Piccole stelle. Chissà se viste da vicino le stelle hanno davvero quella forma che da piccola faticavo tanto a disegnare. Da qui paiono solo punti luminosi. Così scuro, il cielo sembra ancora più profondo. e l'infinito è immenso, e io in confronto immensamente piccola. ma non ho paura. é bello stasera essere sola nel buio, senza pensare a domani